5 Dicembre 2011

 


Editoriale

30 miliardi
dagli evasori redenti

Una boccata d'ossigeno nella crisi dell'euro

L'accordo "modello Rubik" lascia poco spazio agli evasori fiscali che hanno scelto le banche svizzere come approdo dei capitali evasi.
La Svizzera non ne vuole più sapere dei soldi di chi è infedele con il fisco di casa propria. Forse questa improvvisa pruderie di banche e governo svizzeri riguarda solo i soldi di statunitensi, tedeschi, inglesi, francesi e forse italiani.
Non ho notizie in merito ad accordi o trattative con i governi cinese, indiano o brasiliano.
Il "sogno svizzero" è quello di evitare la fine del Liechtenstein o di San Marino, commissariati l'uno dalla Germania e l'altro dall'Italia.
È vero che la Svizzera non può essere paragonata, per dimensioni e storia, ai due mini-Stati, però il rischio di soccombere pesantemente alle indelicate pressioni del G7 Continua...

Buona lettura!

Marco Silvio Jäggi
Direttore J&M Partner's Sagl

Sommario

Eventi
Seminario sulla privacy patrimoniale e Trust: grande successo

News in pillole

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Rassegna Stampa

Il Giornale, 29/11/2011
Effetto patrimoniale: riparte la grande fuga dei capitali all'estero

Radio 101, 29/11/2011
Il Governo Monti e l'effetto patrimoniale

Milano Finanza, 05/11/2011
Il terrore della patrimoniale fa già fuggire decine di miliardi

 Eventi

Seminario sulla privacy patrimoniale
e Trust: grande successo

Oltre ottanta persone tra imprenditori, professionisti, giornalisti e studenti universitari, lo scorso 23 novembre hanno preso parte al seminario intitolato "Scambio automatico di informazioni bancarie? No grazie, c'è un Trust!". Organizzato dal Centro di Studi Giuridici ed Economici Jean-Jacques Rousseau e con il patrocinio del dipartimento di Economia della L.U.de.S. nella cornice dell'Aula Magna dell'Università.

L'evento, che ha avuto luogo presso l'Università L.U.de.S. di Lugano, ha riscosso particolare successo, sia per lo spessore e l'attualità dei contenuti, sia per l'elevata qualità dei relatori presenti che hanno favorito il dibattito con i partecipanti.

I lavori sono proseguiti con il susseguirsi delle seguenti tematiche trattate:
I relatori Virgilio Pomponi, Colonnello della Guardia di Finanza italiana e Marco Silvio Jäggi, professore di economia alla L.U.de.S. hanno illustrato quali strumenti normativi sono a disposizione delle amministrazioni fiscali europee per richiedere ed ottenere informazioni sui contribuenti...

News in pillole

 Italia
Imprese in allarme: controlli fiscali sempre più ostili
Colpevole o innocente? Per il fisco la regola è «colpevole», almeno finché il contribuente non dimostri di essere innocente. Che il fisco ragioni con questa presunzione sembra essere una delle caratteristiche a livello globale.
Società estere "fuori elenco"
La comunicazione dei beni assegnati ai soci "dimentica" le società estere. Il provvedimento del 16 novembre 2011, in conformità a quanto stabilito dal decreto legge 138/2011, limita infatti l'adempimento a coloro che esercitano attività di impresa, lasciando fuori gli utilizzi di beni intestati a soggetti esteri senza stabile organizzazione. Sono inoltre esclusi i beni delle società semplici e delle associazioni professionali.
La residenza è dove si decide
Le risposte fornite dal l'agenzia delle Entrate nel l'ambito del procedimento aperto dinanzi la Commissione Europea sulla lamentata illegittimità comunitaria della normativa interna in materia di "esterovestizione" rappresentano un passo comunque importante per fare chiarezza su quelli che dovrebbero essere considerati utili elementi per comprovare l'effettiva residenza fiscale di un soggetto estero.
 Svizzera
Export in Svizzera a suon di lingotti
Da qualche mese la Svizzera è balzata in cima alla lista dei Paesi verso cui le nostre esportazioni crescono di più, a tassi del 30-40% su base annua. Altro che i Brics. Ma la forza della manifattura italiana non c'entra nulla. A spingere così in alto sono le esportazioni di lingotti, «oro greggio non monetario», per attenersi alla definizione dell'Istat, i cui dati descrivono - senza margini di incertezza - un flusso di capitali italiani in fuga al di là delle Alpi, spinti dalle attese misure fiscali sui patrimoni e dai timori di break-up dell'euro.
 Segreto bancario
Another Swiss Bank Tells Clients It Is Sending Their Names To US Taxman
Yet another Swiss private bank - Clariden Leu - has started to tell US clients that might be guilty of tax evasion that it will send their names to the US Internal Revenue Service, following in the footsteps of its parent bank, Credit Suisse.
I dati dei clienti Credit Suisse verso gli Usa
Mentre la Svizzera continua a negoziare con gli Usa per un accordo quadro che metta fine ai contenziosi che riguardano tutte le banche elvetiche coinvolte, il fisco americano non si ferma e chiede i dati di clienti d'oltreoceano del Credit Suisse sospettati di evasione o frode. Lo stesso istituto ha confermato ieri la richiesta dell'Internal Revenue Service.
 Lotta ai reati finanziari
Parigi non fa patti con Berna
La lotta all'evasione fiscale è stato un tema forte dei cinque anni di presidenza Sarkozy e lo sarà anche della campagna elettorale che si sta aprendo. Lo ha ribadito ieri il ministro del Bilancio Valérie Pécresse: «Ci sono Stati che hanno fatto la scelta dell'amnistia, del condono. Non è e non sarà la nostra strada. Per noi c'è una sola strategia, la paura del poliziotto».
Armi spuntate per la «Falciani»
Inutilizzabili nel procedimento tributario, perché irritualmente acquisiti, i dati rinvenienti dalla cosiddetta lista Falciani, con la conseguenza che l'accertamento fondato sulle loro risultanze va annullato. Ad affermarlo la sentenza 188/01/2011 del 15 novembre 2011 della Ctp di Como.
Fatture inesistenti non punibili
L'utilizzazione, nella dichiarazione ai fini delle imposte dirette, di fatture soggettivamente inesistenti non integra una violazione penale in quanto non vi è stata alcuna evasione di imposta, avendo il contribuente effettivamente sostenuto il costo indicato nei documenti, ancorchè emessi da soggetti differenti. Ai fini poi della quantificazione dell'imposta evasa, in ipotesi di omessa presentazione della dichiarazione, occorre considerare i costi sostenuti dal contribuente e non solo i ricavi non dichiarati. A precisare questi due importanti principi è la Cassazione con la sentenza n.41444 depositata il 14 novembre 2011.
Liste Falciani e Vaduz senza segreti per la difesa
L'ultima autorizzazione l'ha data il Consiglio di Stato: i misteri di due delle più oscure spy-story fiscali degli ultimi tempi potrebbero presto essere svelati. Insieme alla conoscenza degli atti, che hanno portato anche in Italia le liste dei correntisti di Vaduz e della Hsbc, ossia i nomi del cosiddetto elenco Falciani. Contro il segreto opposto dal Fisco, in nome pure della sicurezza nazionale, vince il diritto del presunto evasore a difendersi, potendo conoscere interamente i documenti usati nella contestazione fiscale mossagli. La strada è stata spianata dal Tar del Lazio con due sentenze, una delle quali anche confermata, nella sostanza, dai giudici di secondo grado.
Doppia mossa sui redditi nascosti
Un mercoledì da leoni per la lotta all'evasione. Con redditometro e beni intestati ai soci a farla da protagonisti nella doppia mossa sull'emersione di redditi nascosti al fisco. Dopo la presentazione ufficiale del 25 ottobre scorso, il software del nuovo redditometro sarà messo a disposizione delle associazioni di categoria e dei rappresentanti dei professionisti per avviare il test match: un periodo di prova sperimentale prima di essere messo a disposizione di tutta la platea di contribuenti in vista della tornata dichiarativa 2012.
La Gdf scopre 39 miliardi
Trentanove miliardi di redditi all'oscuro del fisco nei soli primi 9 mesi dell'anno - con un'evasione Iva per 7 miliardi - oltre 22 miliardi di imponibile Irap "dribblati" nello stesso arco di tempo, 17mila evasori totali o quasi totali scoperti in meno di due anni (e relativi 43 miliardi occultati), e ancora 1,6 miliardi rintracciati nei paradisi fiscali grazie alle "liste", per finire con l'emersione "forzata" di 47 mila lavoratori, quasi metà dei quali totalmente in nero. È questa la fotografia in controluce del "paese reale" presentata ieri pomeriggio in Commissione finanze del Senato dal comandante generale della Guardia di finanza, Nino Di Paolo, durante l'audizione nell'ambito dell'indagine conoscitiva di Palazzo Madama sulla riforma fiscale.
Elusioni estere, test caso per caso
Soci e amministratori di una società localizzata nella Ue non sono alle prese con una prova diabolica nei confronti del Fisco per dimostrare la residenza estera. La presunzione antielusiva della legge italiana - articolo 73, commi 5 bis, ter e quater del Tuir - è collegata, secondo l'agenzia delle Entrate, a una valutazione caso per caso degli elementi obiettivi e il contribuente può portare elementi probatori circa il radicamento economico all'estero. Insomma, nessun automatismo da parte dell'amministrazione finanziaria, che in contraddittorio con Bruxelles ha spiegato la strategia e i limiti di intervento per contrastare l'esterovestizione, il comportamento del contribuente che si sottrae alla tassazione su base mondiale propria dei soggetti residenti in Italia e viene assoggettato a imposiz ione solo sui redditi di fonte italiana.

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