9 Giugno 2010

Tutela del patrimonio dell'imprenditore

"Chi ha tempo non aspetti tempo..."
"Del senno di poi son piene le fosse..."


Uno studio condotto da alcuni economisti di Bankitalia, evidenzia, inoltre, che l'Italia risulta ai primi posti nella classifica mondiale con riferimento alle risorse economiche accumulate e alla proprietà di immobili.
(Source: Rivista ECONOMY - 28/04/2010)
Leggi l'articolo "I più ricchi sono gli italiani"

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Così citano alcuni saggi proverbi popolari e mai come nel caso preso in esame in questa edizione della nostra newsletter, affermazioni potrebbero essere più centrate.

In questi ultimi mesi abbiamo ricevuto moltissime richieste da parte di imprenditori preoccupati di proteggere il proprio patrimonio personale dalle vicissitudini economiche che possono interessare la propria azienda oppure da difficili situazioni familiari.

Purtroppo, il denominatore comune di tali richieste è la presa di coscienza tardiva di tali difficoltà che spesso non vengono anticipatamente affrontate e previste, generando le conseguenze che ben si possono immaginare.

Ai noi consulenti, a questo punto, rimangono ben pochi strumenti, se non addirittura nessuno, per aiutare l'imprenditore a raggiungere il suo legittimo obiettivo.

Il patrimonio, sia esso personale, familiare o aziendale, costituisce un asset importante che deve essere adeguatamente protetto e tutelato.
E' fondamentale stabilire, il prima possibile, lo strumento più idoneo per preservarlo e consegnarlo - eventualmente - ai propri eredi.

Secondo un'indagine commissionata da Unicredit, oltre il 60% delle aziende prese in esame considera molto attuale il problema del passaggio generazionale. Infatti, nei prossimi anni oltre un terzo delle imprese europee dovrà necessariamente affrontare l'annosa questione.

Le difficoltà maggiori si incontrano, ovviamente, quando l'impresa è di natura familiare e di medio-piccole dimensioni.
Il tessuto economico italiano, in particolare, è costituito principalmente da questa tipologia di imprese e, se si considera che solo il 15% delle stesse riesce a superare il ricambio generazionale, ben si comprende come questa fase sia molto delicata da gestire.

Esistono concreti rischi di cessazione dell'attività aziendale e di perdita del valore creato dal fondatore in anni di lavoro e le motivazioni più spesso riscontrate sono riconducibili alla mancanza di un preciso progetto pianificato in anticipo.

Tale mancanza è, spesso, motivo di forti tensioni familiari tra gli eredi coinvolti a vario titolo.

Predisporre, quindi, un piano organico condiviso diventa l'unica strada percorribile, se attuato per tempo, per affrontare razionalmente ogni scenario futuro possibile sia all'interno dell'azienda che del nucleo familiare.

Perché spesso le PMI non pianificano la successione?
Secondo l'analisi effettuata, la successione viene percepita meramente come un costo e non come un valore aggiunto a garanzia della continuità di quanto costruito.

Inoltre, l'imprenditore gestisce con difficoltà l'abbandono della gestione dell'impresa in cui si identifica e sottovaluta i rischi connessi ad una gestione improvvisata della successione.

Nella nostra esperienza di consulenza alle imprese insieme agli alti professionisti coinvolti, esortiamo sempre i nostri clienti ad un radicale cambiamento di mentalità, in modo tale da essere nelle condizioni di poter consigliare e accompagnare l'imprenditore nel difficile percorso di analisi e di identificazione delle soluzioni più adeguate per proteggere e preservare, nel tempo, il patrimonio accumulato.

Esistono diverse forme giuridiche per tutelare e trasmettere il proprio patrimonio alle future generazioni.
Ogni situazione è peculiare e necessità di una combinazione unica e personalizzata anche di più strumenti contemporaneamente e articolati nei giusti tempi.

L'Istituto del Trust, in particolare, risponde in modo efficace e flessibile a molte delle necessità sopradescritte a patto che venga istituito "in tempi non sospetti" ovvero prima che accadimenti avversi si manifestino, e che rispetti alcune regole fondamentali onde evitare la nullità dello stesso.

Si veda al tal proposito l'interessante sentenza del Tribunale di Reggio Emilia nel caso dell'amministratore unico di impresa in crisi con richiesta di pignoramento dei propri beni da parte di un creditore.

Vi consigliamo, inoltre, di visitare la nostra sezione dedicata al tema del Trust, all'interno della quale potrete anche consultare e scaricare la nostra brochure oltre ad alcune pratiche schede che esaminano e confrontano i più comuni strumenti previsti dall'ordinamento italiano e il Trust, nel perseguimento di differenti obiettivi:

J&M Partner's offre da diversi anni servizi di trustee e ha assistito numerosi clienti nella progettazione dell'architettura societaria, compresa l'istituzione di trust.
Ha inoltre approfondito il tema del trust in numerosi incontri e convegni a cui hanno partecipato importanti esponenti e autorevoli relatori sia a livello nazionale che internazionale:

Per chi volesse saperne di più Il Centro Studi Giuridici di Fiscalità Internazionale di J&M Partner's organizza workshop di approfondimento specifici sull'Istituto del Trust.

Segnaliamo:

News in pillole

 Italia
Procedura differenziata su ammortamenti fino al 2007
Non tutti i disallineamenti devono essere indicati nel quadro RV del modello Unico, infatti esiste un disallineamento che va segnalato in altro quadro: il quadro EC,oltre al quadro IS per l'Irap. Si tratta del maggior valore civile di un bene rispetto a quello fiscale, derivante da deduzioni extracontabili eseguite fino al 2007.
Il quadro RV misura il disallineamento
La presenza di disallineamenti tra i valori civili e i valori fiscali di determinati beni diventa sempre più frequente, essendo varie le cause che possono determinare questo effetto. Per l'amministrazione finanziaria è di fondamentale importanza monitorare questa differenza, per evitare che siano portati in deduzioni dei costi relativi a valori non fiscalmente riconosciuti. Questo compito è assolto dal quadro RV del modello Unico che quest'anno presenta un minimo restyling con istruzioni più dettagliate rispetto alla scarne indicazioni degli scorsi anni.
Sanzione da irrogare per l'anno di riporto
Quando l'ufficio accerta un maggior reddito in un determinato periodo d'imposta, la conseguenza in termini sanzionatori è l'applicazione dell'articolo 1, comma 2, del Dlgs 471/97, cioè la violazione di infedele dichiarazione che comporta una sanzione che va dal 100 al 200 per cento della maggiore imposta o della differenza di credito.
Accertamento legato alla dichiarazione
Quali sono i termini entro i quali gli organi competenti possono procedere all'accertamento delle perdite fiscali? L'articolo 43 del Dpr n. 600/73 stabilisceche gli avvisi di accertamento devono essere notificati, a pena di decadenza, entro il 31 dicembre del quarto anno successivo a quello in cui è stata presentata la dichiarazione.
Controlli su importo e rispetto dei tempi
Le attività di controllo dell'amministrazione finanziaria possono coinvolgere diversi aspetti della gestione e utilizzo delle perdite fiscali. Può essere accertata la reale esistenza e consistenza al fine di individuare eventuali utilizzi di perdite fittizie, derivanti da indebite deduzioni di spese o da omessa contabilizzazione di ricavi, ma anche l'esatta quantificazione delle stesse e il rispetto dei vincoli temporali (articoli 8 e 84 del Tuir).
Perdite continue, il Fisco indaga
Vigilanza sistematica, basata su specifiche analisi di rischio, dell'agenzia delle Entrate e della Guardia di finanza sulle imprese che presentano dichiarazioni fiscali in perdita per almeno due periodi di imposta, non determinata da compensi erogati ad amministratori e soci. È questa la previsione recata dall'articolo 24 del Dl 78/2010, rubricato «Contrasto al fenomeno delle imprese in perdita sistemica».
Riciclaggio alla prova degli input
I nuovi indici di anomalia per i professionisti agevoleranno l'adempimento della segnalazione di operazione sospetta. È la prima osservazione che scaturisce dalla lettura del decreto ministeriale del 16 aprile 2010 varato, appunto, per «agevolare l'individuazione di operazioni sospette di riciclaggio da parte di professionisti». Se a ciò si unisce la modifica dell'articolo 49 contenuta nel decreto 78/2010 (cioè nella manovra finanziaria), che abbassa la soglia del contante utilizzabile da privati nelle transazioni, le maglie si stringono notevolmente.
La lista grigia si assottiglia
La black list è vuota e la lista grigia Ocse sta dimagrendo progressivamente. Questa la nuova fotografia della cooperazione fiscale internazionale scattata dall'Ocse, a più di un anno dall'ultima rilevazione, nel corso del quale la geografia della disponibilità ad aprire canali informativi alle amministrazioni fiscali appare molto cambiata.
Cfc in chiaro dopo l'utilizzo dello «scudo»
Per le Cfc (società controllate estere) non liquidate dopo lo scudo fiscale non c'è anonimato, dal momento che i partecipanti saranno comunque obbligati alla compilazione del quadro FC del modello Unico. Così si è espressa l'agenzia delle Entrate nel corso della diretta Map, svoltasi ieri, sulle «Novità di Unico 2010" (si vedano l'articolo e le risposte in questa pagina e nella successiva).
Dalla lotta agli evasori 20,3 miliardi in tre anni
Il fisco dichiara ancora una volta guerra agli evasori o almeno ci prova. Poco importa se siano fiscali o contributivi. Lo scambio di informazioni, l'incrocio dei dati, il restyling di strumenti già in uso come il redditometro e la tracciabilità di contanti (sopra i 5.000 euro) e fatture (sopra i 3.000 euro) consentiranno all'amministrazione finanziaria e all'Inps di contribuire alla riduzione del debito per 415 milioni già a partire dal 2010, per 5,3 miliardi nel 2011, per oltre 7,78 nel 2012 e per 6,8 miliardi nel 2013.
Tremonti: conti italiani in regola
I conti italiani «erano e sono a posto. Il problema è che sono saltati i conti in Europa». Il ministro dell'Economia, Giulio Tremonti, intervenuto ieri sera alla trasmissione televisiva Ballarò, ha confermato che per il 2010, anche alla luce dei dati del fabbisogno nei primi cinque mesi dell'anno «straordinariamente buoni» (50,1 miliardi, in calo di 6,1 miliardi), non sono previste correzioni del deficit.
Nella lista Falciani 7 miliardi
Dalla lista "Falciani" potrebbe arrivare un cospicuo gruzzolo per rimpinguare le casse statali. I conti correnti cifrati e i depositi patrimoniali della filiale ginevrina della Hsbc portati alla luce dall'informatico Hervé Falciani contengono, per il versamte italiano, quasi sette miliardi di dollari.
Fatture inesistenti ad ampio raggio
Le fatture è falsa anche se documenta acconti su forniture e prestazioni di servizi mai avvenuti ed ai fini dell'ipotesi attenuata, che scatta in presenza di somme inferiori a 154.937,07 euro, ciò che rileva è l'importo non corrispondente al vero indicato in fattura e non ciò che è stato dedotto da chi ha ricevuto la fattura.
Blitz nelle banche per le frodi Iva con San Marino
Il Fisco non allenta la presa su frodi Iva e operazioni commerciali scorrette o poco trasparenti con la Repubblica di San Marino. Guardia di Finanza e agenzia delle Entrate hanno effettuato ieri un blitz in 78 filiali di 16 istituti di credito, nonché in 2 fiduciarie, per verificare il rispetto degli obblighi di identificazione dei clienti.
 Svizzera
Primo sì di Berna sul segreto bancario
Ha fatto un passo avanti l'accordo tra Svizzera e Stati Uniti per la consegna alle autorità Usa di 4450 nomi di clienti americani di Ubs , sospettati di reati fiscali. Il Consiglio degli Stati, cioè il Senato elvetico dei cantoni, ha approvato l'intesa ed ora il dossier passa all'altro ramo del Parlamento di Berna, il Consiglio nazionale, cioè la Camera dei deputati, che si pronuncerà nei prossimi giorni.

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