26 Maggio 2010

MADE IN ITALY: quale futuro per le imprese italiane?

Leggi l'articolo apparso sul Corriere della Sera "Le due strade del Made in Italy, come conquistare i favolosi Bric" di Dario Di Vico

Scarica il Dossier Cina Source: Ministero dello Sviluppo Economico

Ha catturato la nostra attenzione un interessante articolo pubblicato lo scorso 18 maggio su corriere.it dal giornalista Dario Di Vico, che espone in modo estremamente chiaro il conflitto che le aziende italiane stanno vivendo nella scelta strategica di posizionamento del prodotto "Made in Italy" sui mercati emergenti.

Vi riportiamo alcune parti del testo, ma una cosa è certa: non è pensabile che il tessuto produttivo italiano si "immobilizzi" dibattendo tra le diverse opinioni e i contrapposti, seppur sacrosanti, interessi correndo il rischio di rimanere tagliati fuori o di arrivare troppo tardi all'appuntamento con i nuovi consumatori sia nazionali che esteri.

La scelta di delocalizzare alcuni processi di business o alcuni comparti produttivi non deve significare necessariamente l'eliminazione totale della tradizionale manifattura italiana in territorio domestico ma apre sicuramente nuove frontiere per il rilancio del prodotto italiano e l'acquisizione di nuove quote di mercato.

"Le due strade del Made in Italy, come conquistare i favolosi Bric" di Dario Di Vico
Alla fine Luciano Benetton ha fatto centro. Non perché le sue tesi sul made in Italy "democratico" siano state condivise (tutt`altro!), ma perché ha immesso discontinuità in un dibattito, quello sul futuro dei prodotti nazionali e il loro sbarco nei mercati emergenti, che si trascinava stancamente. E con qualche luogo comune. Ma cosa ha detto di così dissacrante il re del casual? Parlando in due diverse occasioni nella sua Treviso ha sostenuto che sperare di radicare il made in Italy nei mercati Bric (Brasile, Russia, India e Cina) vendendo dall`Italia è una pura illusione. Si potranno raggiungere tutt`al più delle ristrettissime élite disposte a riconoscere al prodotto italiano un premio di prezzo (alto), ma se si vogliono raggiungere volumi significativi altro modo non c`è che delocalizzare.
Andare a produrre nelle aree più convenienti con costi di produzione locali, fregiandosi però dello stile e delle tradizioni culturali del Belpaese. In questo modo saremo cosmopoliti e competitivi, italiani nel design e asiatici nei costi.
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Non si forniscono, dunque, solo mobili ma una filosofia dell`abitare, non solo prosciutti e formaggi ma una visione della vita attenta al gusto e al benessere. Questa impostazione, ... ha per obiettivo commerciale le nuove middle class dei Paesi emergenti. La McKinsey sostiene che nel giro di tre lustri si formerà un ceto medio che solo in Cina sarà composto da 270 milioni di famiglie...
Ma siamo sicuri - viene da chiedere benettonianamente - che i tempi non siano sfalsati? La nostra industria ha bisogno di nuovi sbocchi di mercato relativamente presto mentre il mutamento della mappa sociale nei Bric ha ovviamente tempi più lunghi. E poi: il sistema Italia dispone di piattaforme commerciali e logistiche in grado di presentare le novità, di spiegarle e di raggiungere il nuovo consumatore dei Paesi emergenti destinato a sostituire come driver dello sviluppo mondiale gli americani e le loro carte di credito? E chiaro che nessuno può fornire risposte certe, però gli ultimi dati Istat disponibili (marzo 2010) segnalano buone performance del nostro export con +14,5% in Cina, +25,9% in India e addirittura +57% in Turchia.
Quanto a Benetton, "propone quello che è il modello di business più congeniale per il suo gruppo, ma non è certo l`unico". Chi vuole continuare a produrre in Italia può comunque farcela, "e si tratta di strategie differenti che coprono segmenti complementari di mercato".
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I sindacati sono preoccupati per il modello di business che l`industria italiana alla fine sceglierà e temono che la delocalizzazione apra una voragine nei livelli occupazionali. Per avere qualche elemento di valutazione in più bisogna fare grande attenzione alle strategie aziendali, che seppur silenziosamente sembrano sperimentare nuove strade. E il caso dell`arredamento. Proprio all`ultimo Salone del mobile, che pure si è beato delle sue eccellenze, ci sono state da parte di Flou e Molteni delle sortite, la proposizione di una sorta di linea low cost per giovani coppie.

Un made in Italy a prezzi più contenuti da testare sul mercato interno (magari abbinandolo a grandi operazioni di housing sociale), per poi proporlo all`export. Anche i mobilieri veneti sembrano muoversi nella stessa direzione e dopo i primi esperimenti ora si tratta di vedere le prossime mosse. Si potrebbe arrivare alla nascita di secondi marchi aziendali caratterizzati da prezzi più contenuti. La circostanza che vede l`industria del legno e dell`arredo come la più reattiva è figlia (anche) dalla "ferita Ikea", il rimpianto di non avere capito per tempo le potenzialità della grande distribuzione...
Del resto il coté commerciale è il tallone d`Achille del made in Italy non solo nell`arredamento, ma anche in altri settori come l`alimentare. "Perché, ad esempio, i surgelati italiani non riescono ad arrivare sui mercati esteri?".

J&M incontra a Pechino il Vice Segretario
Generale del CCOIC

Marco Jäggi e il Vice Segretario Generale CCOIC Mr. Lin Shunjie

Lo staff J&M, insieme ai partner sud-americani alla sede di Beijing del CCOIC

ITC International Trading Company

Lo scorso mese di Aprile, in occasione della tappa orientale del Roadshow dal titolo "AGGANCIA LA RIPRESA!", Marco Jäggi, con alcuni membri dello staff J&M Partner's dalla sede di Chiasso, Singapore e Shanghai, ha incontrato a Beijing il Vice Segretario Generale della Camera di Commercio Internazionale Cinese - Mr. Lin Shunjie - con lo scopo di creare le condizioni necessarie per una collaborazione fattiva tra imprese cinesi, europee e sudamericane.

La missione della Camera di Commercio Internazionale Cinese (CCOIC) è, infatti, di agevolare e promuovere il commercio internazionale, stimolare gli investimenti stranieri e l'introduzione di tecnologie avanzate straniere, e di facilitare le attività di cooperazione economica e tecnologica, promuovendo lo sviluppo dei rapporti commerciali fra la Cina ed altri Paesi in tutto il mondo.

Ad oggi conta circa 70.000 aziende cinesi iscritte provenienti da tutti i settori industriali.

Il CCOIC è, inoltre, ufficialmente entrato a far parte di alcune organizzazioni Internazionali come il World intellectual Property Organization (WIPO, l'Organizzazione Mondiale Proprietà Intellettuale), International Association for the Protection of Intellectual Property (AIPPI, l'Associazione Internazionale per la Protezione della Proprietà Intellettuale).

J&M Partner's è stata invitata ad intervenire ad un convegno organizzato dal CCOIC che si terrà in Cina il prossimo mese di Luglio in relazione alle problematiche legate alle attività dell'export, sicurezza e certificazioni dei prodotti.

Quest'incontro, come quello avvenuto lo scorso Novembre con il Ministro del Commercio e dell'Industria del Paraguay, rientra nella capacità strategica di J&M Partner's di realzionarsi ai più alti livelli in modo da poter offrire alle aziende clienti un servizio serio, professionale e personalizzato.

Per saperne di più, visita il nostro sito www.jempartners.ch, e consulta la pagina dedicata alle Opportunità di internazionalizzazione: Estremo Oriente.

Visita anche il sito ITC International Trading Company, società nostra partner, specializzata nell'accompagnare le imprese alla scoperta delle opportunità di business in Cina.

Per informazioni contatta i nostri consulenti, inviando un'e-mail a info@jempartners.ch.

Il Centro Studi Giuridici di Fiscalità internazionale ha in programma diversi corsi specifici in tema di internazionalizzazione delle imprese, tra cui segnaliamo:

Ricordiamo, inoltre, la pubblicazione del Piano formativo per il secondo semestre 2010.


Buona lettura!

News in pillole

 Italia
Niente pagamenti in contanti sopra i 5mila euro
Riduzione della soglia con cui è possibile utilizzare "liberamente" il contante, gli assegni bancari ecircolari ed estinzione obbligatoria entro il 30 giugno 2011 dei libretti di deposito al portatore. Sono queste le misure che la manovra ha messo in campo per rendere più tracciabili e trasparenti i movimenti finanziari che avvengono tra privati e soggetti economici, senza l'intervento di intermediari finanziari.
Per i libretti al portatore resta solo un anno di vita
Non è la prima volta che i libretti di risparmio bancari e postali al portatore finiscono nel mirino delle norme antiriciclaggio. La manovra varata ieri stabilisce che vengano «estinti» entro giugno 2011, probabilmente o chiudendoli o trasformandoli in libretti nominativi.
Stretta sui fondi immobiliari
Lotta all'evasione ma anche apertura alle imprese europee che vogliono confrontarsi con il mercato italiano. Tra le novità volute dal ministro dell'Economia e delle Finanze, Giulio Tremonti, nella manovra approvata ieri dal Consiglio dei ministri, spunta anche la possibilità concessa alle imprese dell'Unione europea di trasferire la propria attività in Italia scegliendo l'ordinamento fiscale da loro ritenuto più favorevole nell'ambito dell'Ue.
Necessario sentire il contribuente
Un accertamento sintetico fondato su elementi di maggiore ragionevolezza è quello che sembra delinearsi con la manovra economica approvata ieri. Considerando anche le maggiori garanzie per il contribuente, visto che viene previsto per legge che lo stesso debba essere invitato per fornire dati e notizie e poi, comunque, debba essere attivato il contraddittorio dell'accertamento con adesione.
Il redditometro misura la «dote» della famiglia
Dai beni alle spese familiari. Se il nuovo redditometro si dimostrerà davvero un asso nella manica nella lotta all'evasione, come l'amministrazione finanziaria si augura, è presto per dirlo. Ma è già chiaro che agenzia delle Entrate e Guardia di Finanza avranno a disposizione uno strumento raffinato per "cucire" sui contribuenti abiti sempre più su misura.
Abuso del diritto per contratti tipici
La presenza di un contratto tipico tra le parti non esclude, in via generale, l'abuso di diritto, quando cela la natura abusiva dell'operazione, finalizzata a ottenere importanti risparmi di imposta. A chiarirlo è la Cassazione con la sentenza 12249 depositata il 19 maggio.
Italian Police Review List Of More Than 7,000 HSBC Swiss Private Bank Accounts
Italian finance police are reviewing a list of more than 7,000 account holders from HSBC’s Swiss private bank as they probe possible tax evasion or money laundering, according to a police spokesman, Bloomberg reported.
La «testa di legno» risponde per bancarotta
La "testa di legno" va equiparata all'amministratore di fatto della società. Ciò comporta che quest'ultimo – in particolare nei casi in cui assorbe tutti gli effettivi poteri dell'amministratore legale – ne assume anche i medesimi doveri. Nel caso in cui rilevino tutte le condizioni soggettive e oggettive previste dalla legge, perciò, la testa di legno è responsabile «di tutti i comportamenti penalmente rilevanti a lui addebitabili, anche nel caso di colpevole e consapevole inerzia a fronte di tali comportamenti (in applicazione della regola dettata dall'articolo 40, secondo comma, del codice penale)».
«Schedario da incrociare con i nostri database»
Michele Carbone, alla guida del II Reparto del comando generale della Guardia di finanza, ha seguito la vicenda della lista dei conti correnti svizzeri. Generale Carbone, proviamo a fare chiarezza sulla cosiddetta lista Falciani. Abbiamo acquisito ieri dalle autorità francesi il database, sequestrato al Falciani ( ex dipendente della Hsbc, ndr ) dai magistrati francesi, che contiene oltre settemila posizioni finanziarie riconducibili a cittadini italiani che avrebbero trasferito all'estero denaro.
Maxi-conti nella lista Hsbc
Accanto a depositi con poche migliaia di euro ci sono veri e propri "tesoretti" con decine di milioni, tra i conti correnti e le gestioni patrimoniali della lista Hsbc su cui la Guardia di Finanza sta indagando. L'ipotesi investigativa è che nel caveau della filiale di Ginevra dell'istituto inglese siano finite somme nascoste al Fisco italiano, frutto di operazioni di riciclaggio.
Stretta anti-frodi più severa
Il nuovo giro di vite sul contrasto all'evasione internazionale è legge dello stato. L'aula del Senato, con il via libera alla trentatreesima fiducia posta dal Governo dall'inizio della legislatura, ha approvato ieri definitivamente il Dl incentivi. Nel mirino le cosiddette operazioni carosello o "cartiere", contro cui il fisco ha già messo a punto la versione dell'elenco clienti fornitori per chi opera in paradisi fiscali.
Evasione e statali: Tremonti stringe
Prima un incontro informale del ministro dell'Economia, Giulio Tremonti, con le parti sociali (ad esclusione della Cgil), poi in serata l'annunciato faccia a faccia dello stesso Tremonti con il presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi a palazzo Grazioli. La messa a punto della manovra ha subìto ieri un'accelerazione, anche se il menu è ancora in via di definizione.
Commercialisti: il fisco rilancia la collaborazione
«Siamo sicuri del vostro aiuto nella lotta all'evasione». Attilio Befera, il direttore dell'agenzia delle Entrate, conclude con queste parole il suo intervento davanti a 1.500 dottori commercialisti riuniti a Roma, all'auditorium della Conciliazione, per la terza conferenza nazionale di categoria. Befera aveva iniziato in salita: tra i commercialisti bruciava ancora l'accusa lanciata a febbraio, alla Camera, contro i professionisti «che agevolano l'evasione».
Sulle opere d'arte rimpatri con Iva al 10%
Anche ai fini dello scudo fiscale le opere d'arte rimpatriate scontano l'Iva all'importazione del 10%, anche se manca il certificato del ministero dei Beni culturali.
Lo scudo chiude la cassa e attende 15 miliardi in chiaro
Uno scudo fiscale parte seconda che dovrebbe valere 15-20 miliardi. Qualcosa di meno rispetto alle stime che indicavano in 30 miliardi il volume delle regolarizzazioni per lo scudo «quater»; ieri gli intermediari finanziari hanno versato le imposte sostitutive relative all'ultimo mese di operazioni.
Una casa su tre evade l'Iva
Più di una casa su tre viene venduta con una fetta di nero, e il resto a seguire. Quasi 7 miliardi di basi imponibili ( imposte dirette e Iva) non dichiarate e 1,2 miliardi di Iva evasa. Cifre impressionanti, denunciate dalla Guardia di Finanza a seguito di operazioni condotte nel 2009 sulle compravendite e sulle intermediazioni immobiliari. Si tratta in larga misura di immobili di nuova costruzione, nel 64% dei casi sono abitazioni.
Il quadro RW è obbligatorio
I detentori di immobili in Stati esteri che non tassano i redditi fondiari, non sono obbligati a compilare il quadro RL di Unico, per tassare il reddito in Italia, a meno che non abbiano incassato redditi (affitti) in relazione agli immobili.
Professionista «responsabile» solo se contribuisce con dolo
Coinvolgimento nei reati fiscali solo a determinate condizioni: se non concorre attivamente al dolo, il professionista che presta consulenza tributaria non rischia di essere direttamente segnalato al Pm in seguito alla verifica. La recente sentenza 9916/2010 della Cassazione (si veda «Il Sole 24 Ore» del 28 aprile scorso) che ha condannato in sede civile un professionista a pagare metà delle sanzioni applicabili per irregolarità delle dichiarazioni del cliente non può infatti "tradursi" per analogia automatica in sede penale.
I controlli del fisco diventano più incisivi
La fatturazione elettronica e, più in generale, la conservazione digitale della documentazione contabile e aziendale sta entrando nella quotidianità delle imprese e inoltre si configura come strumento centrale nella strategia di controllo del fisco.
L'evasione sale del 6,7% nei primi quattro mesi dell'anno
Nei primi quattro mesi del 2010 l'imponibile evaso in Italia è cresciuto del 6,7 per cento. Lo ha affermato Vittorio Carlomagno, presidente di Contribuenti.it Associazione Contribuenti Italiani.
 Svizzera
UBS Could Be Sued In US If Data Transfer Deal Fails - Swiss Finance Minister
UBS could be sued in the US if the Swiss parliament fails to agree to a deal passing data on the bank's US clients to US tax authorities, as was originally agreed last August, Switzerland's finance minister said.
Merz: "Non salveremo di nuovo UBS"
Non ci sarà un secondo salvataggio di UBS. È quanto ha affermato il ministro delle finanze Hans-Rudolf Merz in un'intervista che verrà diffusa stasera dalla televisione svizzero- tedesca e i cui contenuti sono stati anticipati nel sito on-line del «Tages-Anzeiger». Per Merz è quindi importante che il parlamento adotti in giugno l'accordo rivisto tra Svizzera e Stati Uniti sull'UBS.
Segreto bancario difeso da Leuthard
La visita della presidente della Confederazione Doris Leuthard a Roma al capo del Governo italiano Silvio Berlusconi - che prevede oggi la partecipazione alla cerimonia di giuramento delle Guardie svizzere come pure l'udienza, in forma privata, con Papa Ratzinger - ha sortito un primo chiarimento politico in materia di scudo fiscale.
 Paradisi Fiscali
Little Risk That Hong Kong Will Be Put On Tax Haven Blacklist - Government Official
The government of Hong Kong argues that there is little risk that the Asian jurisdiction will be placed on a blacklist of so-called tax havens by the Organisation for Economic Co-operation and Development, according to Tax-News.com.

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