3 Marzo 2010 |
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La Newsletter di questa settimana trae spunto dal caso Fastweb-Telecom Italia Sparkle.
Brevemente riassumiamo i fatti: l'inchiesta della Procura di Roma ha portato alla luce una frode colossale nell'ambito delle telecomunicazioni.
"Le indagini" - riporta l'articolo del Sole 24 Ore della giornalista Beatrice Rioda - "hanno consentito di delineare una struttura transnazionale dedita al riciclaggio di ingentissime somme di denaro, tramite una rete di società appositamente costituite in Italia e all'estero. I capitali illegali riciclati provenivano da una serie di operazioni commerciali fittizie di acquisto e di vendita di servizi di interconnessione telefonica internazionale, per un valore complessivo di due miliardi di euro, che avvenivano con la compiacenza di alti funzionari e amministratori delle due aziende telefoniche, attraverso società di comodo di diritto italiano, inglese, panamense, finlandese, lussemburghese e off-shore, controllate dall'organiz- zazione."
L'operazione ha portato 52 ordinanze di custodia cautelare in carcere e agli arresti domiciliari a carico dei vertici Fastweb e Tlc, indagati per associazione a delinquere transnazionale pluriaggravata e dichiarazioni infedeli mediante l'uso di fatture ed altri documenti riferiti a transazioni inesistenti.
Per entrambe le società coinvolte, è stata avanzata una richiesta di misura interdittiva dell'esercizio dell'attività che è in via di valutazione proprio in questi giorni da parte dei giudici.
La procura di Roma ha, infatti, emesso richiesta formale di commissariamento sia per fastweb sia per Tlc, motivando tale richiesta per "mancata vigilanza sulla base della legge 231 del 2001" che prevede sanzioni per quelle società che non predispongono misure idonee a evitare danni all'intero assetto societario.
Eviteremo di ripetere, in questa nostra edizione, come rischiose manovre mediante operazioni fittizie tra società appositamente costituite rappresentino un gravissimo illecito, per concentrarci invece su un altro aspetto della vicenda: ovvero il concetto di responsabilità amministrativa da parte di chi amministra un'azienda, introdotto appunto dal d.l. 231/2001 che all'art. 15 prevede anche la possibilità di commissariamento, e le conseguenze che ne derivano sia per l'impresa e il suo business che per tutti i lavoratori.
A tal proposito abbiamo posto alcune domande al nostro partner Avvocato Mauro Romanato, che è peraltro intervenuto sul tema proprio lo scorso ottobre durante il ns. Convegno sul Trust:
- Per quale motivo, o con quale scopo il legislatore ha introdotto questa legge?
Più che per uno scopo preciso, il legislatore italiano ha adottato il Decreto Legislativo n. 231 in data 08.06.2001 in adempimento di un obbligo derivante dalla propria appartenenza all'Unione Europea, nascente dall'art. K3 del relativo atto istitutivo che obbliga la ratifica di una serie di atti internazionali.
Nel caso di specie gli atti internazionali da ratificare hanno avuto origina con la convenzione sulla tutela degli interessi finanziari della Comunità Europea, stipulata a Bruxelles il 26.07.1995, fatta poi oggetto di una serie di protocolli, nonché con la convenzione sulla lotta contro la corruzione di Bruxelles del 26.05.1997 e con la omologa convenzione OCSE di Parigi del 17.12.1997.
Il legislatore italiano ha adottato la normativa in questione con notevole ritardo, anche rispetto alla Raccomandazione del Comitato dei Ministri del Consiglio d'Europa, formulata il 20.10.1998, con la quale gli Stati membri dell'Unione Europea venivano invitati a "promuovere l'adozione di misure (anche di natura penale) finalizzata a rendere le imprese responsabili per i reati commessi nell'esercizio delle loro attività, indipendentemente dei regimi di responsabilità civile in vigore".
Va comunque rilevato che, parallelamente alla nascita degli indicati obblighi internazionali di adozione, svariate sono state le iniziative per l'affermazione in Italia, sul piano legislativo, della Responsabilità Sociale d'Impresa (RSI) basata sulla CSR (Corporate Social Responsability) che, in ambito mondiale, qualificava la responsabilità sociale d'impresa come un "continuo impegno dell'azienda a comportarsi in materia etica e a contribuire allo sviluppo economico migliorando la qualità della vita dei dipendenti, dello loro famiglie, della comunità locale e più in genere della società (WORLD BUSINESS COUNCILL FOR SUSTAINABLE DEVELOPPMENT)".
Volendo pertanto individuare anche uno scopo, nell'iniziativa legislativa in questione, si deve prender atto di una finalità normativa orientata a garantire una evoluzione della cultura imprenditoriale verso problematiche emergenti e sempre più ineludibili, prima fra tutti quella dello sviluppo sostenibile.
- E' corretto, secondo lei, che indagini per reati, anche presunti, imputabili ad alcuni amministratori, rischino di mettere in pericolo la vita dell'azienda?
Le nuove sanzioni introdotte dal D.Lgs. n. 231/2001 si basano sull'accertamento della responsabilità dell'ente e quindi, basate sulla commissione di alcuni reati ben individuati, indicati negli attuali dieci paragrafi di cui si compone l'art. 25) del D.Lgs. 231/2001 (in fase di continuo incremento).
Solo le sanzioni interdittive rischiamo di mettere in pericolo la vita dell'azienda, in particolare quelle ad effetto pieno che comportano l'interdizione dall'esercizio dell'attività o la revoca di autorizzazioni, licenze e concessioni, essendo le altre sanzioni interdittive a conseguenze limitate.
Le indicate sanzioni interdittive ad effetto pieno non risultano peraltro essere mai state applicate in Italia e, in proposito, va ricordato che l'art. 15 del D.Lgs, prevede che il giudice, qualora risulti applicabile una sanzione interdittiva che comporti l'interruzione dell'attività dell'ente, debba disporre la nomina di un commissario per garantire la prosecuzione dell'attività dell'ente medesimo.
In definitiva le stesse disposizioni della normativa in esame risultano orientate a scongiurare il pericolo della cessazione aziendale tramite l'istituto del commissariamento, peraltro fino ad oggi mai adottato.
Si parla ora di commissariamento per il noto caso di cronaca (FASTWEB e TELECOM ITALIA SPARKLE) come se si trattasse di un istituto del tutto innovativo mentre, di fatto, in svariate situazioni di gravi irregolarità gestionali, nella prassi giudiziaria abbiamo assistito al commissariamento a norma di quanto disposto dall'art 2409 del Codice Civile, fatto che dovrebbe costituire il decalogo di riferimento per il commissariamento richiesto dalla Procura di Roma nel caso di cronaca di cui si è detto.
In definitiva l'ipotesi del commissariamento non deve essere avvertita come un pericolo per la vita aziendale ma, viceversa, come uno strumento per garantirne la prosecuzione, sia in base a quanto disposto dalla normativa di cui si tratta sia in base alle precedenti analoghe esperienze offerte dalla prassi giudiziaria.
- Trovandosi in una situazione del genere, esistono misure o strumenti in grado di proteggere l'azienda, il suo benessere e quindi quello dei suoi lavoratori?
Come anticipato il Decreto Legislativo n. 231/2001 ha lo scopo di impegnare l'azienda a comportarsi in maniera etica e, per l'assolvimento di tale impegno, la normativa in questione prevede l'adempimento di alcuni obblighi organizzativi per conseguire la deresponsabilizzazione in caso di commissione dei reati normativamente previsti come presupposto per il sanzionamento della responsabilità amministrativa di cui si tratta.
In definitiva l'ente è deresponsabilizzato se assolve a questo nuovo dovere di diligenza, maggiore rispetto al passato, consistente nell'individuare le aree, interne alla propria organizzazione, potenzialmente fertili per la commissione dei reati previsti come presupposto per la responsabilità amministrative in questione, al fine di pervenire la commissione.
Per assolvere a questo dovere di diligenza è necessario adottare i cosiddetti modelli organizzativi, ossia delle procedure interne finalizzate a prevenire la commissione dei reati presupposti per la responsabilità amministrativa degli enti, basate su valutazioni di rischi criminogeni e corredate dalla istituzione di un codice etico, di modelli comportamentali, di sanzioni disciplinari per il mancato rispetto delle regole e infine, dalla istituzione di un Organismo di Vigilanza che supervisioni l'attuazione del modello organizzativo.
Ringraziamo l'Avv. Romanato per il suo prezioso contributo, e ricordiamo che gli atti del convegno sulla Responsabilità degli amministratori, sono scaricabili dal nostro sito alla sezione documentazione Eventi.
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Seminario
Informiamo che l'Istituto di Ricerca in Economia di Impresa e Fiscalità Internazionale dell'Università L.U.de.S. di Lugano,
in collaborazione con J&M Partner's ha organizzato per giovedì 11 marzo un incontro seminariale sulla legge 231 dal titolo "Responsabilità di Impresa,
Codice Etico e Responsabilità delle persone giuridiche ex Dlgs 231/01.
L'incontro è indirizzato, oltre che agli studenti, anche a professionisti e uditori esterni interessati all'argomento.
Per informazioni visita il sito www.uniludes.ch.
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Vi segnaliamo, infine, tre interessanti workshop organizzati dal Centro Studi Giuridici di Fiscalità internazionale:
E-commerce e risparmio fiscale
Pianificazione Fiscale: il transfer pricing
TRUST: organizzazione del patrimonio, il passaggio generazionale in un'impresa
Per informazioni e iscrizioni visita il nostro sito alla sezione workshop.
Grazie e al prossimo appuntamento!
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News in pillole |
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| Frontalieri, II pilastro monitorato |
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| I frontalieri devono dichiarare al fisco italiano anche i contributi versati al secondo pilastro in Svizzera. La conferma giunge dal modello unico 2010 (periodo d'imposta 2009) per la dichiarazione dei redditi pubblicato in questi giorni dall'Agenzia delle entrate di Roma. |
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| Ricorsi antiscudo in esame |
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| BRUXELLES - «Stiamo studiando attentamente la decisione dal prendere»: così il neo commissario Ue al Fisco Algidras Semeta sui ricorsi contro lo scudo fiscale presentati all'esecutivo europeo. |
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| La pressione del fisco sui contribuenti "infedeli" per spingere lo scudo fiscale |
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| Prima le banche Slovene e gli intermediari di confine. Poi il piano di azione della Gdf contro le frodi Iva con San Marino. Oggi l'indagine mirata su 2.000 potenziali evasori internazionali ben "selezionati": è bastato incrociare i loro movimenti finanziari all'estero con le dichiarazioni presentate o quasi mai presentate in Italia. |
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| Evasione nei paradisi fiscali, il Fisco indaga su 2000 italiani |
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| Nuova offensiva dell'Agenzia delle Entrate e della Guardia di Finanza per recuperare grosse somme di danaro scovate nei «paradisi fiscali» e sottratte alle tasche degli italiani. L'operazione degli investigatori del Fisco sta interessando oltre 2.000 contribuenti italiani che hanno trasferito tra il 2007 ed il 2008 oltre due miliardi di euro. |
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| Crescono le «vedette» all'estero |
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| Tra le ultime promesse della "super-banca dati" legata al redditometro c'èil superamento dei confini nazionali, per mettere sotto controllo i movimenti di capitali da e verso l'estero. Il presupposto è semplice, e si basa sul fatto che chi sfrutta i canali dell'evasione internazionale può facilmente mostrare un tenore di vita eccessivo rispetto a quello che risulta al fisco; il progetto è alle prime battute, ma promette a breve nuove manifestazioni. |
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| Il redditometro raddoppia |
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| Paradisi fiscali ed evasione internazionale sono il tema di giornata in tempi di scudo fiscale, ma per la Guardia di finanza c'è anche la partita perenne giocata in casa. Su questo terreno le novità più importanti arrivano dai primi risultati del Cete,il software che a metà dell'anno scorso ha mosso i primi passi a caccia dei «finti poveri» (l'acronimo indica il «Controllo economico del territorio») e comincia a offrire numeri importanti. |
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| Trust in versione flessibile |
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| Entro due anni anche l'Italia potrebbe avere una propria legge civilistica in tema di trust e gli operatori professionali potrebbero finalmente sganciarsi dalla necessità di applicare a questi strumenti la legge in materia di uno Stato straniero. |
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| Con lo scudo fiscale finora regolarizzati 85 miliardi |
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| Ammontano a 85,1 miliardi di euro i capitali regolarizzati con il fisco italiano grazie allo scudo fiscale. Il dato emerge dalle segnalazioni degli intermediari alla Banca d'Italia, fino al 15 febbraio 2010. La maggior parte dei capitali scudati proviene dalla Svizzera (59,9 miliardi di euro). |
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| Tutti i dati sullo scudo fiscale entro il 15 giugno in Parlamento |
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| Il ministro dell'Economia, Giulio Tremonti, dovrà comunicare al Parlamento i dati sullo scudo fiscale-ter. Lo ha stabilito un emendamento al milleproroghe approvato dalla commissione Affari costituzionali del Senato, che ieri sera ha chiuso i lavori sul provvedimento, in aula da domani. |
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| Dalle banche alle assicurazioni |
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| Il segreto bancario elvetico alle strette, che fare con i soldi? La soluzione, per lo straniero facoltoso, può essere stipulare un'assicurazione. Attualmente il settore vita sta beneficiando di un forte afflusso di fondi provenienti da conti bancari. C'è chi pensa però che presto la festa potrebbe finire: le pressioni dall'estero rischiano di farsi sentire anche in questo settore. |
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| Switzerland, Netherlands Sign New DTA |
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| Switzerland and the Netherlands have signed a new double taxation agreement in the area of income tax, which will replace the existing DTA of 1951/1966. |
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| Top Swiss Court Deals Further Blow To UBS Account Detail Transfer To US |
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| The agreement under which UBS will transfer client data to the US authorities to resolve a long-running tax evasion case was dealt a further blow after a Swiss court ordered tax officials to drop two more cases involving the bank’s clients, according to Bloomberg. |
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| Tax Evasion Should Be Treated As Crime In Switzerland - Justice Minister |
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| Swiss banking secrecy, which has historically played a key role in driving the country’s success as a financial centre, received a potential further blow at the weekend when its justice minister suggested tax evasion should be treated as a crime.
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| Switzerland, France Set Out Rules For DTA and Stolen HSBC Data |
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| Switzerland and France have managed to agree on an interpretation of the revised double taxation agreement signed by both countries. This, in addition to an official agreement on how to handle the theft of HSBC data, puts a formal end to the diplomatic rows which erupted between the two countries at the beginning of the year. |
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| Elenchi rubati, colloqui in stallo tra Berna e Berlino |
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| Ognuno resta per ora sulle proprie posizioni, ma il dialogo rimane aperto. Tra Svizzera e Germania, divise dal segreto bancario e dalla vicenda dei dati sottratti a una banca elvetica, i colloqui proseguiranno, anche se le divergenze sono robuste. È quanto emerso dal vertice dei ministri delle Finanze dei Paesi europei di lingua tedesca, tenutosi domenica sera nel castello di Senningen, in Lussemburgo. |
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| Dati bancari, Berna contrattacca |
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| Il Ministero pubblico della Confederazione ha avviato un'inchiesta per far luce sul furto di dati bancari offerti alla Germania: lo ha dichiarato la consigliera federale Eveline Widmer-Schlumpf in un'intervista pubblicata oggi sul «Blick». La ministra caldeggia inoltre una strategia più offensiva in materia di segreto bancario. |
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| Che ne sarà del segreto bancario? |
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| La politica svizzera sul segreto bancario appare di giorno in giorno sempre più confusa. I motivi che confortano questa impressione sono numerosi, ma forse il più evidente è l’assordante silenzio dell’Associazione svizzera dei banchieri (ASB) e soprattutto delle due grandi banche che hanno sempre determinato le scelte del settore bancario e influenzato anche la politica del nostro Paese in questo campo. In effetti nell’ultimo anno, che è stato ricco di avvenimenti tumultuosi, l’ASB ha alzato la testa unicamente per sostenere la scelta del Consiglio federale di sopprimere la differenza tra frode ed evasione fiscale e di adottare l’articolo 26 del modello dell’OCSE, spiegando che questo cambiamento era solo formale, poiché non sarebbero state fornite informazioni fiscali agli altri Paesi se non in base a sospetti fondati su prove concrete. |
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| Segreto bancario difeso dal popolo |
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| Gli svizzeri, secondo un sondaggio della stampa domenicale (Le matin Dimanche e la SonntagsZeitung) si schierano a difesa del segreto bancario, ma si dicono anche pronti a fare delle concessioni: il 55% di essi è favorevole ad abolire la distinzione tra frode ed evasione fiscale, anche per i clienti elvetici, i quali verrebbero così posti su un piano di uguaglianza con gli stranieri che hanno conti in Svizzera. |
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| Merz: nessuno scambio automatico |
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| Il consigliere federale Hans Rudolf Merz, prendendo parte domenica in Lussemburgo, all'incontro tra i ministri delle finanze di lingua tedesca, è tornato a ribadire i punti fermi della Svizzera nella difesa del segreto bancario. |
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| Germany May Use More Data On Swiss Bank Accounts, New Informants Come Forward |
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| In the wake of last week’s reports that the German government will pay for stolen data on alleged tax evaders using Swiss accounts, media reports said Germany is weighing fresh offers from informants. Meanwhile, other countries, including the UK, are considering paying for the bank account data. |
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| HSBC Client In US Admits Conspiracy To Evade Tax |
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| A US client of London-listed HSBC pleaded guilty to conspiracy in connection with assets secreted abroad to evade taxes, media reports said, demonstrating that a wider range of banks are falling into the authorities’ tax net. |
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| Rinnovare la piazza Liechtenstein |
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| Il principe ereditario del Liechtenstein, Alois, ha esortato oggi il Parlamento del Principato a proseguire sulla strada del rinnovamento della piazza finanziaria. In quest'ottica dovrebbero essere sottoscritti ulteriori accordi fiscali. |
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