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14.07.2010

Caccia ai redditi tra le barche e sulle strade

Controlli su strada sui proprietari delle auto, ma anche sulle barche presenti nei porti italiani. Per aggiornare i dati del redditometro la Guardia di Finanza scende su strada. È quanto è emerso ieri al convegno organizato dalla Facoltà di giurisprudenza dell'Università cattolica, nel corso del quale Rossella Orlandi, direttore aggiunto Accertamento dell'agenzia delle Entrate ha annunciato anche che entro fine luglio sarà pronto un primo prototipo del nuovo redditometro, che trova copertura normativa nell'articolo 22 del Dl 78 del 2010 in fase di conversione in sede parlamentare (si vedano gli articoli alle pagine 5 e seguenti). E dalle prime proiezioni, spiega Orlandi, si vedono anche al Sud elevate capacità di spesa a fronte di redditi dichiarati molto ridotti. I tecnici dell'amministrazione stanno lavorando per arrivare in questo periodo a una prima funzione statistica di prova del nuovo redditometro sulla base di un campione statistico (come già anticipato le scorse settimane dalle Entrate) di circa 833mila soggetti e 540mila famiglie.
Rassicura Orlandi: «Noi recuperiamo l'evasione, non andiamo a disturbare i contribuenti. Non ci saranno perciò accertamenti per cifre irrisorie ».E anche i dati riferiti all'utilizzo dell'attuale redditometro mostrano che in realtà i casi intercettati sono di un certo rilievo: la maggiore imposta media accertata è, infatti, di 17mila euro. La mediana poi (che depura la media dell'effetto dei picchi più alti) è di 10mila euro. Ricorda, inoltre, Carlo Palumbo, direttore regionale dell'agenzia delle Entrate della Lombardia, che più del 50%dei casi è definitocon l'acquiescenza o l'adesione del contribuente. I riscontri della Guardia di Finanza, ottenuti verificando sul campo proprietari di auto e di barche, aggiornano una banca dati che si chiama Cete (controllo economico del territorio, attiva dal 2008). Ma Orlandi ha anche spiegato che tutti i dati di tutte le banche a disposizione del Fisco vengono ormai riassunti in un'unica applicazione informatica (Eas), con tutte le informazioni su ciascun contribuente. Così si supera la situazione del vecchio redditometro che di fatto disponeva solo di pochi indicatori di ricchezza. Le prime simulazioni fatte dai tecnici dell'amministrazione per esempio incrociano una cinquantina di voci per vedere come i dati in possesso del fisco permettono una ricostruzione del reddito dei contribuenti. Inoltre, spiega Orlandi, che nel caso di fittizie intestazioni a società di beni, quali auto o barche, spesso l'accertamento si sposta sull'ente o sui finanziamenti dei soci, che comunque sono indici reddituali.
Se, però, il nuovo redditometro sarà più preciso, avverte Marco Miccinesi,dell'Università Cattolica di Milano, va comunque sottolineata la centralità del contraddittorio. E centrale diventa anche il ruolo del giudice che, ricorda Francesco Pistolesi dell'Università di Siena, dovrà valutare le prove. Giudicetributario che per il presidente della Ctr, Antonio Simone, è il caso ormai di trasformare in una figura a pieno titolo professionale. E per il generale Renato Maria Russo, comandante regionale della Gdf, la lotta all'evasione è un discorso di giustizia sociale, che deve vedere coinvolti attivamente tutti i cittadini.

Fonte:  ilsole24ore

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