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28.06.2010

A fine luglio i primi riscontri della Gdf

L'operazione in codice «Ginevra» si dovrà chiudere il prossimo 31 luglio. Entro quella data i nuclei di polizia tributaria reparti scelti e meglio preparati delle Fiamme Gialle - dovranno aggiornare il Comando generale sull'esito delle verifiche dei primi contribuenti italiani considerati più a rischio della cosiddetta "lista Falciani". Un centinaio di correntisti della filiale di Ginevra della Hsbc, considerati un campione significativo per capire il reale valore, in termini di contrasto all'evasione e non solo, della lista.
Gli accessi sono partiti la scorsa settimana e sono concentrati soprattutto su Milano e Roma, senza però tralasciare altre città di primo piano come Napoli, Torino, Firenze e il capoluogo emiliano. In primo luogo le fiamme gialle dovranno verificare la situazione patrimoniale e soprattutto appurare se, ed entro quale soglia, i "correntisti" abbiano eventualmente sfruttato lo scudo fiscale.
Il campione selezionato non riguarda esclusivamente i conti più "ricchi" ma le posizioni che i reparti specializzati delle Fiamme gialle hanno individuato come le più a rischio e dalle quali, evidentemente, si ritiene possa essere recuperata una quota elevante di imposte evase.
I controlli mirati dovranno confermare la bontà del metodo d'analisi adoperato e spianare la strada, successivamente, ai controlli a tappeto su tutti, o quasi tutti, i 5.728 contribuenti italiani (5.595 persone fisiche e 133 persone giuridiche) inclusi nella lista Falciani. Controlli a tappeto che, con tutta probabilità, saranno avviati tra fine agosto e settembre.
Le strade scelte sarebbero quella degli accessi diretti, preferita per i ridotti margini di " fuga" di elementi utili ai controlli, e l'invito al contraddittorio, ritenuto meno efficace per i tempi più ampi di risposta che il decreto sull'accertamento concede al contribuente.
In fondo la lista Falciani per l'Erario potrebbe trasformarsi in un autentico tesoretto: la ricchezza esportata irregolarmente in Svizzera ammonta a 6,9 miliardi di dollari (in euro fanno poco più di 5,5 miliardi). Se poi si considerano gli strumenti messi a disposizione del fisco, dal raddoppio di termini e sanzioni,all'inversione dell'onere della prova per i presunti evasori internazionali, si potrebbe concretizzare un recupero multi miliardario per le casse dello Stato che in periodo di manovra anti crisi potrebbe aiutare a trovare la quadra delle compensazioni, almeno per il primo anno in cui ha effetto la manovra correttiva.

Fonte:  ilsole24ore

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