Italiano   |   English   |   Português

Mappa sito

Newsletter

Richiesta informazioni

Archivio news

23.06.2010

Stretta antiriciclaggio anche sui pagamenti frazionati risalenti nel tempo

La stretta sui pagamenti frazionati, cardine degli interventi sulla normativa antiriciclaggio contenuti nella manovra (Dl 78/2010), guarda anche al passato. A ribadire i presupposti della sanzionabilità delle operazioni di aggiramento del divieto, mediante pagamenti ravvicinati sotto soglia e quindi formalmente leciti, è la seconda sezione civile della Cassazione con la sentenza 15103/2010 depositata ieri.

Per i giudici di legittimità, che hanno cassato senza rinvio una risalente decisione del tribunale di Salerno (gennaio 2006), l'articolo 1 della normativa antiriciclaggio (legge 197/1991) «fa riferimento al valore dell'intera operazione economica alla quale il trasferimento è funzionale, e si applica anche quando detto trasferimento si sia realizzato mediante il compimento di varie operazioni, ciascuna di valore inferiore pari al massimo consentito». Non solo: se il privato sanzionato ha ammesso una «pluralità di dazioni per contanti inferiori ciascuna al limite della franchigia (all'epoca 20 milioni di lire)», per l'amministrazione finanziaria cessa anche l'onere di provare che il saldo complessivo del prezzo, nel caso specifico, era avvenuto in contanti. In sostanza, fa fede la ripetitività di piccoli pagamenti ma innestati dentro un'unica operazione economica.

Il caso preso in esame dalla Cassazione riguardava la compravendita di un immobile tra privati – quindi senza l'intervento di intermediari abilitati, circostanza che avrebbe regolarizzato il pagamento in unica soluzione – per il controvalore di 320 milioni di lire; 213,5 milioni di questi, per stessa ammissione dell'acquirente, erano stati versati con micro-operazioni ravvicinate nell'arco di 35 giorni (dall'8 giugno al 13 luglio 1992), quindi tutte sotto la soglia del vecchio limite di 20 milioni di lire (soglia poi innalzata a 12.500 euro). L'operazione era però finita sotto la lente dell'amministrazione e sanzionata da un decreto ministeriale con una ammenda pro-capite di 3.305 euro, sia per gli acquirenti sia per la società venditrice

Fonte:  ilsole24ore

Economia

Italia

Svizzera

Singapore

Segreto bancario

Fisco internazionale

Unione Europea

United Kingdom

Malta

Stati Uniti d'America

Lotta ai reati finanziari

Paradisi Fiscali

Giurisdizioni e attori sociali

    indietro    

Home   |   

Su

   |   

Stampa