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Lotta all'evasione ma anche apertura alle imprese europee che vogliono confrontarsi con il mercato italiano. Tra le novità volute dal ministro dell'Economia e delle Finanze, Giulio Tremonti, nella manovra approvata ieri dal Consiglio dei ministri, spunta anche la possibilità concessa alle imprese dell'Unione europea di trasferire la propria attività in Italia scegliendo l'ordinamento fiscale da loro ritenuto più favorevole nell'ambito dell'Ue. Il tutto previa verifica di compatibilità del regime scelto da parte dall'Agenzia delle entrate. Una norma che può favorire l'inserimento di società straniere nel tessuto economico italiano e, cominciando ad esempio dai grandi istituti finanziari, trasformare piazze come Milano in centri di attrazione come la city di Londra.
Un giro di vite a doppia mandata sui fondi di investimento. Ma anche guerra aperta alle frodi sul bonus ristrutturazione e su chi gioca sporco con perdite e partite Iva, nonché con l'uso disinvolto delle autocertificazioni per le prestazioni sociali agevolate. Sono solo alcune delle misure destinate a rafforzare il pacchetto fiscale antievasione della manovra e ancora destinate a essere riviste e corrette. A queste si aggiungono la tracciabilità del con-tante, l'Irap a zero per chi avvia nuove attività al Sud, il redditometro, l'emersione delle case fantasma i regimi agevolati per le reti di impresa e le nuove zone a burocrazia zero.
Sui fondi comuni di investimento il governo sembrerebbe intenzionato a non fare più sconti a chi fino a oggi ha fatto un uso "allegro" dei fondi comuni. E in particolare di quelli immobiliari cosiddetti "veicolo". Nel riscrivere la nozione civilistica dei fondi comuni di investimento immobiliare prevista dal Tuf ( precisando la loro funzione economica), il governo introduce un'imposta sostitutiva dell'8% per chi si adeguerà alle nuove regole. Chi non lo farà dovrà corrispondere una sostitutiva del 12%, deliberando contestualmente la chiusura. L'imposta sarà calcolata sulla media dei valori netti del fondo emersi dalle semestrali redatte nei periodi d'imposta 2007-2008 e 2009. Inoltre non riguarderà l'Iva. Le agevolazioni fiscali oggi esistenti per i fondi verrebbero a questo punto riservate solo a quelli che gestiscono in autonomia dai partecipanti risparmio diffuso nonché a chi realizza attività di interesse pubblico. Infine, sono destinate a scomparire la patrimoniale dell' 1% sui fondi cosiddetti familiari o a ristretta base partecipativa, nonché il regime di esenzione sui proventi distribuiti a soggetti non residenti "white list".
Il fisco mette sotto controllo i bonus fiscali per ristrutturazioni. Giocando sul conflitto di interessi fra il contribuente che paga con bonifico la ristrutturazione per godere dello sconto fiscale del 36% o del 55% per il risparmio energetico e l'impresa che esegue i lavori, il fisco ha deciso di "tracciare" l'incasso dei bonifici da parte di quest'ultima.I dati fatti emergere nel 2009 dal Nucleo speciale entrate della Gdf parlano chiaro e dimostrano con l'incrocio dei dati tra partite Iva indicate sui bonifici e dichiarazioni dei redditi e Iva, che nel 90% dei casi gli incassi da reddito sfuggono completamente a tassazione (si veda «Il Sole 24 Ore» del 18 maggio).
Il meccanismo messo a punto dall'Economia prevede l'introduzione di una ritenuta d'acconto del 10% dei compensi per lavori di recupero del patrimonio edilizio e di risparmio energetico pagati da chi sostiene le spese. La ritenuta sarà effettuata dalla banca del beneficiario del bonifico all'atto dell'accreditamento.
Sull'addio al contante in chiave di lotta al riciclaggio, la partita è stata a lungo aperta. Il testo in entrata a Palazzo Chigi farebbe scendere la soglia per l'utilizzo di contanti, assegni bancari o postalie assegni circolari e titoli al portatore con clausola di trasferibilità, dagli attuali 12.500 a 5mila euro.
Controlli automatici per chi apre e chiude le partite Iva, così come per chi dichiara perdite per due anni consecutivi. Non solo. All'apertura della partita Iva se il contribuente è intenzionato a effettuare operazioni commerciali intracomunitarie dovrà ottenere il "placet" preventivo delle Entrate. Per la risposta scatterà il silenzio assenso, ovvero in caso di mancata risposta nei 30 giorni successivi alla richiesta l'operatore potrà avviare l'attività intra Ue.
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