La reazione della stampa italiana all'accordo Svizzera/USA su UBS

La reazione a caldo della stampa italiana all'accordo raggiunto tra Svizzera e
USA in merito alla vicenda UBS è una dimostrazione di quanto sia necessario
distorcere il significato degli eventi per adattarli alle necessità di cassa
dello Stato.
La campagna mediatica per "spingere" il contribuente italiano ad
aderire allo Scudo Fiscale 2009 passa anche attraverso la pubblicazione di
notizie terroristiche e prive di fondamento.
Ottima l'analisi di Paolo Bernasconi
Al contrario è esemplare per obiettività l'analisi dell'accordo USA/Svizzera presentata per il "Sole 24 Ore" da Paolo Bernasconi (foto), ex procuratore pubblico svizzero, avvocato, uno dei massimi esperti del settore finanziario (link).
Bernasconi afferma che l'accordo è semplicemente la conferma dell'applicazione
delle procedure previste dalla convenzione fiscale firmata nel 1996 dai due
paesi:
"L'accordo fra il fisco americano e la Svizzera non prevede nessuna revisione del diritto svizzero sul segreto bancario e nemmeno della giurisprudenza svizzera."
Secondo l'ex procuratore la novità risiede nella misura adottata per applicare
la procedura prevista dalla convenzione del 1996. Procedura giustificata,
sempre secondo Bernasconi, dall'ampiezza della frode che ha coinvolto migliaia
di clienti di UBS.
In relazione alla possibilità che hanno le amministrazioni fiscali europee di
ottenere gli stessi risultati di quella USA, Bernasconi afferma:
"I casi straordinari
non sono, però, trasferibili ai casi ordinari. Né il bisonte americano può
essere paragonato ai suoi fratelli minori europei, che si fondano su una
irreversibile tradizione giuridica notoriamente più rispettosa delle procedure
e dei diritti individuali."
Nulla di nuovo sotto il
sole!